Agipress - Notizia n.14704
del 20/04/2008 - 9.59.55
Rutelli e la sua ex Giunta condannati a pagare 10 miliardi e mezzo di lire all'Erario
Meraviglia, e sconcerta, la "meraviglia" dei politici per il successo della Lega -quella che, invece, emana dall'informazione, scandalizza e indigna, e non convince-.
Chi come me scrive per varia stampa del Nordest - stampa che non si vergogna della mia firma D'Olcese, invece che Olcese - mi stima e mi ama per il fatto che ho restituito agli antichi splendori uno dei monumenti del Veneto più straordinari del mondo, lo ha visto chiaramente lo strasuccesso che si profilava per la Lega.
Lo ha visto quel giorno fatidico del Dicembre scorso a Bergamo dove lo stato maggiore, e tutti i Sindaci della Lega, si presentarono sul palco con lo slogan ed il gigantesco striscione «I Sindaci con la gente, lo Stato con il delinquente!» proprio mentre il ministro dell'Interno del Governo Prodi, Giuliano Amato, emanava il "Pacchetto insicurezza" e i ministri della sinistra estrema andavano in piazza contro il Governo, e contro se stessi, quindi.
No, chi ha visto, e ricorda bene, la povertà del Veneto dominato dalla Balena bianca in cui una intera classe sociale a preminenza agricola mangiava polenta e latte, e la domenica polenta strusciata sull'osso di prociutto, non può, a meno che sia un disonesto o un ebete, pensare che quanti hanno magicamente tramutato in soli 15 anni la loro estrema povertà in grande ricchezza, tanto da tramutarsi in una delle due regioni più ricche d'Italia, vada a votare quei partiti, compreso il PD ed i suoi Sindaci, che hanno inscenato «la tolleranza zero» contro i crimini di clandestini e rumeni giusto nel periodo tra le Primarie e la formazione del PD e che, già in campagna elettorale, la tolleranza zero se l'erano bell' e scordata. Gli operai, anche quelli di sinistra, non sono così fessi come li pensano i dirigenti politici egemonici della sinistra, e del centrosinistra, di cui, Rutelli, è l'esatto rovescio della medaglia del Veltroni Sindaco.
No a Rutelli Sindaco di Roma quindi: Parassitismo, corruzione, clientelismo sfrenato, un esercito di consulenti, sotto e vice per distribuire danaro pubblico a clientele e fannulloni di Stato, demonizzazione dell'avversario politico (vedansi le dichiarazije-cazzate che rilascia la PRC Sentinelli candidata in pectore Rutelli a vice sindaca di Roma). No, Roma non merita altri 5 anni della peggior amministrazione che ne ha fatto, assieme a Napoli, il Comune più corrotto d'Italia. Un gigantesco suk e la fabbrica della delinquenza di ogni risma e nazionalità.
       Giuliana D'Olcese
11 Marzo 2004 I parcheggi d'oro di Roma

La STA è la società interamente controllata dal Comune di Roma che gestisce i parchimetri e gli ausiliari del traffico. Le inchieste della Corte dei Conti hanno già visto la condanna della Giunta Rutelli alla restituzione degli emolumenti versati ai suoi consulenti e l'apertura d'un procedimento nei confronti della STA a ragione di quello che sembra essere uno sperpero del denaro incassato dai parchimetri. Dal suo canto la moglie di Rutelli, la giornalista Barbara Palombelli, stando a quanto si è letto sui giornali, dovrebbe saperne sulla vicenda. La Corte dei Conti aveva citato la Sta e la Compagnia romana parcheggi, unitamente all'ex assessore alla mobilità Walter Tocci, per danni all'erario quantificati in circa 10 miliardi e mezzo di lire. Le varie inchieste della Corte dei Conti sulla gestione Rutelli hanno già visto la incolpazione della Giunta Rutelli e la richiesta della restituzione degli emolumenti versati ai suoi consulenti nonché l'apertura d'un procedimento nei confronti della STA a ragione di quello che sembra essere uno sperpero del denaro incassato dai parchimetri.
La Cassazione a sezioni unite ha stabilito che chi maneggia soldi pubblici, anche se si traveste da società, deve renderne conto al pubblico; ha deciso che i soldi dei parchimetri servono per migliorare il funzionamento dei parcheggi. Sembrano elementari verità, la scoperta dell'acqua calda, eppure ci son voluti i troppo spesso bistrattati parrucconi della Suprema Corte.

La Corte dei conti può e deve verificare la gestione del denaro pubblico riscosso dalla Sta, la società trasporti automobilistici a cui il Comune ha affidato la gestione dei proventi della sosta a pagamento. E gli utili sono vincolati alla costruzione di nuovi parcheggi, alla "realizzazione di opere pubbliche" hanno puntualizzato i supremi giudici. Tutti i soggetti che abbiano "di fatto maneggio di pubblico denaro" sono sottoposti alla lente d'ingrandimento della magistratura contabile, anche se si tratta di società private come la Sta. Non ci sono dubbi - dicono i giudici - circa la natura privatistica di questa società, ma il regime privatistico del soggetto non significa che esso non possa venire considerato agente contabile e quindi soggetto al giudizio per resa di conto. Questo vincolo di destinazione - è scritto nella sentenza 12367 - non può venir meno "per il fatto che il servizio sia esercitato attraverso una società". Dovrà, dunque, superare l'esame dei giudici contabili anche l'utilizzazione che è stata fatta delle somme ricavate dalle auto in sosta e che - in base al nuovo Codice della strada - devono essere impiegate per l'"installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro miglioramento". Mentre le somme "eventualmente eccedenti" devono servire ad "interventi per migliorare la mobilità urbana". Insomma, la Corte di Cassazione respinge la questione e dà pieno titolo all'indagine della magistratura riguardo la gestione degli introiti della Compagnia romana parcheggi che, fino al '98 ha riscosso per conto della Sta, i soldi delle soste a pagamento. L'inchiesta seguita dall'allora vice procuratore generale Angelo Canale, mirava ad accertare quali sono i costi reali per la gestione dei parcheggi e soprattutto dove finiscono le duemila lire l'ora che il cittadino sborsa per sostare nelle strisce blu. Secondo la Corte dei Conti i soldi non sono finiti dove avrebbero dovuto e ora su questa vicenda sta indagando anche la procura penale sotto la supervisione del procuratore aggiunto Maria Cordova.

Giuliana D'Olcese - Libera2006@people.it