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Come membro della Direzione Nazionale dei Giovani Democratici ho appreso con delusione la decisione della Direzione Nazionale del Partito Democratico di non inserire nessuno degli under30 indicati dal segretario nazionale dei giovani, Fausto Raciti, nelle liste europee. Condividendo la scelta di Raciti di non votare le liste presentate, ritengo che questo poteva essere un momento importante per noi GD e per il PD: per noi, per vederci riconosciuto il peso politico che riteniamo necessario per l’organizzazione giovanile, per il partito, per comprovare che vuole investire concretamente nella futura classe dirigente come più volte ha ribadito. Peraltro sappiamo bene che le elezioni europee ormai sono le uniche che permettono il voto di preferenza e questo ci avrebbe permesso di dar vita ad una propositiva campagna elettorale con la quale rivendicare la nostra linea politica, le nostre idee, le nostre proposte per il Paese e l’Europa che vogliamo. I viaggi della formazione, come quello che è partito oggi per ripercorrere le tappe dell’integrazione europea servono a poco se poi il partito non ci permette di esprimere le nostre potenzialità in campo politico. Con questo non voglio negare i ritardi che abbiamo avuto: dalle primarie del 21 novembre soltanto la scorsa settimana siamo riusciti a costituire l’esecutivo e questo ovviamente ha gravato moltissimo sulla nostra attività. E sostengo fermamente che noi Giovani Democratici non dobbiamo aspettare che ci venga concesso dall’alto il peso politico che sulla carta ci spetterebbe, ma dobbiamo conquistarcelo dimostrando coi fatti che il rinnovamento sta dalla nostra parte, senza rimanere ancorati alle vecchie logiche partitiche e pur non negando che le distinzioni correntizie ereditate dal passato esistono, anche tra noi, confermo a voce alta che dobbiamo affrontarle per poterle superare ed essere veramente “noi”. Questa era l’occasione per dimostrare che crediamo nel progetto democratico e riformista e vogliamo concorrere con il nostro coraggio e la nostra forza alla sua realizzazione. Speriamo che il partito maggiore riveda la sua posizione: Franceschini ci ha chiesto di impegnarci nel partito senza dividerci per correnti che prendano il nome di politici nazionali e noi lo abbiamo fatto.
Romina Zago Direzione Nazionale Giovani Democratici
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