Agipress - Notizia n.19807
del 21/10/2009 - 9.39.53
Mortalità in calo per l'H1N1


In Italia si registra un'incidenza di casi di influenzali più alta dello scorso anno, ma sempre su valori tipici della fase pre-stagionale
Al momento l'andamento del virus influenzale A/H1N1 dimostra una diminuzione dei casi di morte sia a livello mondiale (nella 41° settimana, conclusasi con il 16 ottobre, sono morte 181 persone) che europeo (nella 41° settimana, conclusasi con il 16 ottobre, sono morte 12 persone). Nove Paesi fra quelli europei e dell'EFTA presentano persone ricoverate in ospedale e 5 Paesi persone in terapia intensiva; Spagna e Regno Unito sono gli unici Paesi ad aver registrato nuovi decessi. Il sistema italiano di sorveglianza dell'influenza dimostra un livello di incidenza ancora a livello basale di pre-stagione, ma con un indice più alto rispetto all'anno scorso. La fascia più colpita è quella di età pediatrica con un indice pari a 5,83 casi per mille abitanti. I valori delle malattie respiratorie acute febbrili sono appena più alti rispetto ai valori della passata stagione. Le Regioni con maggior incidenza dell'influenza A/H1N1, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, risultano essere: Toscana, Emilia-Romagna, Campania, Lazio e Piemonte. Il totale dei casi clinici dal 1° maggio all'11 ottobre è di 13.238, ma probabilmente si tratta di una sottostima e quindi i casi verificatesi e non riportati potrebbero arrivare a 50.000. In tema di vaccinazione, durante il Congresso della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) svoltosi la scorsa settimana a Santa Margherita di Pula, si è svolto un sondaggio sul tema influenza sui 2.158 medici presenti, con i seguenti risultati: il 32,9 % dei medici di famiglia si immunizzerà contro il virus dell'influenza stagionale e contro l'H1N1; il 35,27% non si sottoporrà a nessun vaccino e il 26% farà solo quello contro la forma stagionale; il 5,79% si immunizzerà solo contro l'H1N1. Questi dati e i suggerimenti che i cittadini riceveranno dal medico di famiglia non daranno forse la necessaria chiarezza circa il vaccino per l'H1N1 che, in effetti, non sarà distribuito in farmacia. Ecco il perché: le prime dosi, già disponibili, verranno utilizzate per il personale medico e per coloro che devono garantire i servizi essenziali alla popolazione, in seconda battuta verranno chiamati dalle ASL le persone che per patologia o a seguito di interventi rientrano nelle categorie a rischio di complicazioni, infine avranno la precedenza bambini, adolescenti e giovani dai 2 ai 27 anni.

Fabrizio Pregliasco